Recentemente al teatro Sistina di Roma è andato in scena un grande spettacolo di magia con i migliori illusionisti, prestigiatori e trasformisti del mondo. Perché tutto questo ha a che fare con il divin codino?
Super, Magic ed Arcano, tre termini suggestivi di origine latina. Tre parole che richiamano alla mente la vita e la carriera del nostro calciatore più rappresentativo che oggi compie 58 anni. Super è ciò che sta sopra, che eccelle, che supera per qualità il resto. Magic (magicus), in senso figurato, è chi ottiene grazie al proprio carisma effetti prodigiosi e straordinari. Arcano (arcanus), letteralmente significa ciò che è riposto in un’arca. Mentre le prime due parole si riferiscono a ciò che va oltre, che fuoriesce dai canoni standard, la terza sembra rifugiarsi dentro qualcosa, distaccandosi dal conosciuto. Arcano, che non è sinonimo di segreto anche se in comune vi è il concetto discreto della separazione dall’ evidenza, ha un taglio iniziatico, carismatico, perché è inscindibile dall’occulto. Potremmo definire l’arcano il segreto supremo, il tesoro più prezioso contenuto nell’arca dell’esoterismo. Arca deriva da arcére, ovvero tenere lontano, proteggere ciò che deve giacere inaccessibile. La protezione funziona nella doppia valenza: è arcano perché deve essere protetto dal pubblico profano ma è anche il pubblico che deve esserne protetto. Ciò che è celato non è solo sacro, ma può risultare distruttivo e fatale se non si hanno gli strumenti per affrontarlo: è perciò sia brama di conoscenza, che esclusione da essa.

Roberto è stato il calciatore nazional-popolare per eccellenza ma anche colui a cui erano riconosciute doti extra sia nel fisico (il fisioterapista Antonio Pagni parla della sua muscolatura come la migliore mai vista), che nella visione di gioco (una velocità di testa e di gambe unica), che nella capacità creativa di inventarsi idee fuori dal senso comune che andavano a destabilizzare le difese avversarie e ad ammaliare i fans. L’altalena tra l’infortunio (accidente esterno) e la voglia di non arrendersi (forza interna), l’apparente contraddizione tra sovraesposizione mediatica e riservatezza caratteriale avvicinava i reali interessati ma al contempo allontanava -dopo un po’- i semplici curiosi come succede artisticamente col “pathos della distanza”. Il gioco creativo che diventa ricercatezza del dettaglio, la corsa all’estasi che è ancora posa plastica, la potenza che non toglie nulla alla leggerezza, ricorda come impatto il quadro “Invito alla danza” di Giovanni Antonio Fasolo che ha dipinto coi suoi affreschi le pareti di Villa Caldogno, a due passi da casa Baggio. Se come scrive Christopher Morley “nel cuore di ogni uomo c’è un nervo segreto che risponde alle vibrazioni della bellezza”, il nostro divin codino è diventato allo stesso tempo cassa di risonanza e scrigno di quella bellezza continuamente straripante, regalandone a iosa a milioni di appassionati, che ne hanno recepito il senso arcano, seppur difficilmente con la sua stessa grazia e determinazione.
N. B. Mi sono dilettata coi significati dei termini perché proprio oggi ricorrono i 100 anni dell’Istituto della Enciclopedia Treccani: il 18 febbraio 1925 Giovanni Treccani, Giovanni Gentile e l’editore Calogero Tumminelli diedero inizio al loro ambizioso progetto che ancora oggi ci rende orgogliosi.
Fonti foto: ilmessaggero.it e wikipedia.org